SOUL FOOD

SOUL FOOD: UN SENSAZIONALE VIAGGIO NEL GUSTO “MADE IN MOLISE”

In Molise il cibo è vita e spiritualità: affonda le radici nella tradizione e racconta la storia e la cultura della nostra terra.
La tradizione culinaria molisana non è però solo passato, ma è soprattutto presente e futuro, diventando veicolo dei valori dell’autenticità e della genuinità.
Dalla coltivazione rigorosamente biologica, garantita da un ecosistema salubre, alla trasformazione del cibo, la tradizione millenaria è, infatti, al passo coi tempi: la costante presenza delle verdure in tutte le ricette abbraccia la filosofia vegetariana e vegana, mentre il diffuso impiego del mais permette di offrire soluzioni culinarie Gluten-Free.
Soul Food, letteralmente “Cibo dell’Anima”, è questo l’aspetto straordinario del cibo molisano: capace di parlare al profondo, capace di portarci verso il futuro.

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Si ringrazia coloro che costantemente contribuiscono alla stesura e all’aggiornamento dei contenuti.
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LO SCATTONE
Finalmente a casa!

Dopo una lunga giornata fuori casa a faticare nei campi, ecco che finalmente arriva il momento dello scattone: per scaldarsi, per ristorarsi e anche per ingannare l’attesa intanto che la cena è pronta.
Solo due ingredienti di qualità, del buon vino e una forchettata di pasta fatta in casa…e la cosiddetta tassa è servita!
L’aperitivo confortante preparato da tempo immemore dalle mamme molisane è fatto in casa, per riscaldare le fredde giornate d’inverno e per rallegrare le belle serate estive: quando l’acqua bolle e la pasta è “al dente”, basta tirare su un mestolo (di pasta e acqua di cottura), versare tutto in una tazza, aggiungere del buon vino rosso, rigorosamente molisano, e un pizzico di piccante.
Ottimo rimedio contro il raffreddore, con celati poteri afrodisiaci.


CAVATIELL E TRACCHIULELLE
Il piatto delle feste che conquista tutti i sensi

L’udito, il tegame è sul fuoco e il sugo che bolle accompagna l’attesa.
L’olfatto, il delizioso profumo del sugo in cottura pervade la casa annunciando la festa.
Il tatto, l’impasto morbido e liscio della pasta, rigorosamente preparato a mano, dona semplicità e freschezza al piatto.
La vista, tavolozza di colori, del sole e della natura, è il preludio del gusto: il rosso del pomodoro, unito al giallo del grano, riempie di gioia gli occhi.
Il gusto, il palato accarezzato dall’ensamble d’ingredienti s’inebria della rotonda sapidità della pasta contrastata dal corposo e carnoso sugo che evoca il sapore della tradizione.


PANCOTTO
Parsimonia e dedizione: le virtù molisane in tavola

Il Pancotto è un piatto che volge lo sguardo verso alle origini contadine: completate le faccende casalinghe, di rientro dai campi, le massaie molisane educate al culto della buona tavola, della parsimonia, e all’arte dell’arrangiarsi, trasformavano i rimasugli delle provviste in un appetitoso pasto. Dopo aver bollito le verdure di campo appena raccolte, senza scolare l’acqua di cottura, lasciavano ammorbidire nella minestra il pane raffermo e con l’olio d’oliva, rigorosamente a crudo, veniva arricchito il piatto prima di essere servito a tavola.
Un piatto che trasforma l’alchimia d’ingredienti semplici e genuini in una ricetta gustosa e nutriente che ora, come allora, allieta le tavole molisane.


CICOLI
Il maiale, grande servitore della tavola

Una volta ogni famiglia allevava uno o più maiali e il 26 dicembre, il giorno di Santo Stefano, la tradizione vuole che si ammazzi l’animale.
Oggi, come allora, è giorno di festa, occasione per stare insieme ad amici e parenti: in passato perché l’arduo lavoro richiedeva forza e braccia, ora per tradizione.
Dopo la macellazione, e il depezzamento e prima di procedere al riempimento dei salumi, vige il rito dei cicoli: pezzi di carne, sminuzzati grossolanamente a punta di coltello, vengono raccolti nella fressora e fatti soffriggere e saltare sul fuoco del camino.
Un momento di ristoro e di relax, in compagnia anche di un bicchiere di buon vino rosso, per assaggiare la carne, gustarne la sapidità e decidere quale spezie aggiungere.


baccala-arracanato-moliseBACCALA’ ARRACANATO
Il pesce in montagna diventa oro

Una portata che non può mancare sulle tavole delle famiglie molisane durante il cenone della vigilia di Natale. Un pò perché la tradizione vuole che la Vigilia si mangi di magro, un pò per il delicato e sorprendente sapore del pesce azzurro affogato nella mollica di pane arricchita con il contrasto tra il croccante delle noci e il dolce a consistenza morbida dell’uvetta. La ricetta originale, poi, prevede che per l’arracanatura, cioè per la gratinatura, il tegame con il baccalà, sia messo a cuocere nel camino, completamente ricoperto dalla cenere.